Google Authorship, perché è utile e come implementarla?

Da qualche tempo a questa parte abbiamo cominciato a notare sempre più frequentemente nella di Google alcuni risultati di ricerca che presentano nello snippet, ovvero l’insieme di titolo e di descrizione del risultato di ricerca stesso, ulteriori informazioni rispetto a quelle canoniche che eravamo abituati a vedere, come la foto dell’autore della pagina il suo nome ed altri dettagli.

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Di cosa si tratta?

Come riportato dall’azienda di Mountain View “Google sta sperimentando la visualizzazione delle informazioni sugli autori nei risultati di ricerca per consentire agli utenti di trovare contenuti straordinari” e per farlo utilizzano i dati del social network di Big G: Google+.
La strategia che Google sta portando avanti in quest’ultimo periodo è quella di fare del suo social network, un vero e proprio hub di tutti i propri servizi, basti pensare ai commenti sul Play Store o su Blogger, a Latitude e recentemente persino ad Analytics dove si stanno testando funzioni social.
A questo riguardo anche la SERP non fa eccezioni! Google mette a disposizione uno strumento, l’Authorship, che permette a chi ha un account su Google+ di collegare tutti i propri contenuti pubblicati online, in maniera organica e indipendentemente da dove siano stati generati.

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Il mio primo ban e la (sfortunata) storia di una Chromecast

Un paio di settimane fa sono stato bannato per la mia prima volta, e la prima volta non la si scorda mai! 😀

Ero alla ricerca di un modo economico per acquistare una (una o un?) Chromecast, un piccolo dongle HDMI che permette di portare nella televisione contenuti multimediali ad un prezzo ragionevole (ca. 35 $) e nel mio stream di Google+ m’era giunta voce di un gruppo d’acquisto. Il GDA veniva proposto in una community chiamata PlayStore per l’ITALIA il cui proprietario, tale+Federico O.S. (ovvero Federico Sabatino), sembrava si stesse cercando persone per massimizzare i costi di spedizione tramite un servizio di virtual address chiamato Simplyaddress.

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